Eccomi di nuovo a casa, dopo il breve viaggio in Cambogia, si era questa la meta di questo ultimo viaggio.

Non ho dSIESTAato mie notizie sul blog perché dal cellulare è davvero complicato aggiornalo 🙁

Ma un pò di suspense non fa male! ho appena messo online la raccolta di foto, che grazie a Google, si crea da sola. e si può vedere QUI!

 

Come vista, piaciuta e rubata!

“Quando ti vedono una donna forte pensano tu non abbia bisogno di niente e di nessuno, che tu possa sopportare tutto, che qualunque cosa accada tanto la supererai, che non ti interessi essere ascoltata , accudita o coccolata. Quando ti vedono una donna forte ti cercano solo per farsi aiutare a portar le loro croci, ti parlano pensando tu non abbia bisogno di essere ascoltata, ti trattano come fossi un uomo cazzuto. A una donna forte non si chiede mai se sia stanca, se stia soffrendo o crollando, se abbia qualche ansia o paura. L’ importante e’ che lei sia sempre là: un faro nella nebbia o una roccia in mezzo al mare.
Alla donna forte non viene perdonato nulla. Se perde il controllo si trasforma in debole, se perde le staffe si trasforma in isterica.
Quando la donna forte manca un attimo se ne accorgono subito, quando invece c’e’ sempre la sua presenza viene data per scontata.
Quanta forza che ci vuole ogni giorno ad essere una donna forte. Ma di questo non frega nulla a nessuno.”

Cinzia Mammoliti (criminologa)

20151108_131541in questo assolato weekend di novembre Torino offriva la consueta, annuale, abbuffata d’arte. Quest’anno ho deciso di non farmi mancare niente e quindi ho iniziato venerdì pomeriggio con “Exhibit” all’ex Borsa Valori, un’area  ancara tutta da recuperare. Venerdì sera il consueto giro a The Others, all’interno delle carceri Nuove. Sabato pomeriggio, delusa dalla famosa ma non interessante Artissima, per finire domenica mattina con la bellissima, orginale, interessante e stimolante Paratissima, dovre avrei anche comprato più di un pezzo.

qui sotto i link per vedere quello che, in qualche modo, mi ha sorpreso, piaciuto, incuriosito. Artisticamente Google foto ha deciso che ad un certo punto di Paratissima mi sono trasferita in veneto. Non so perchè e discutere con Google è praticamente impossibile! In ogni caso non ne avrei avuto il tempo. Il tutto si è svolto a Torino20151108_131105

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un-uso-qualunque-di-teUna famiglia come tante altre, una notte come tante altre… Viola viene costretta da un circostanza inaspettata e tragica a fare i conti con una vita fondata su menzogne e tradimenti, rischiando di perdere in modo definitivo il marito Carlo e la figlia Luce. Il suo coraggio e le sue gesta permetteranno invece a Viola di rimanere indissolubilmente legata a loro. Una confessione tutta al femminile così autentica che lascia il lettore incollato al libro dall’inizio alla fine.

Libro di forte impatto emotivo, scritto al presente, anche se un presente a ben vedere non c’è, non lascia certo indifferenti ma….. non mi ha convinto. In poche pagine troviamo tradimenti, confessioni, drammi e redenzioni estreme, forse un pò troppa roba per una persona sola.

A Daniele non manca nulla. Ha carattere, successo, amici e – soprattutto l’amore di Viola, lieve e solitaria, che adora la cucina e le scarpe coi tacchi. Questa vita perfetta viene sconvolta dall’arrivo di Rocco, un ragazzo quasi qualunque, che i due incontrano in treno. Senzalove esserne pienamente cosciente, Rocco s’intromette nel rapporto collaudatissimo di Daniele e Viola, e lo mette in discussione. Non ne nascerà un triangolo, ma un’acrobazia d’amore. Una soluzione estrema, e per certi versi paradossale, in cui i confini sono sfumati, le identità confuse, l’orientamento perduto. L’unico modo di andare avanti è sperimentare, sperando di arrivare prima o poi a una migliore, anche se faticosa, presa di coscienza della realtà.

“Vivere non pensare” è un pò il leitmotif di questo libro, molto scorrevole, di Luca Bianchini. Scrittura piacevole con storia che non ti aspetti tratta con garbo e leggerezza. Ironico ed un pò malinconico, racconta, sdrammattizzando, uno spaccato di vita  fatta di piccole insoddisfazioni e frustrazioni dei trentenni di oggi, che si comportano da adolescenti ma che poi, in qualche modo, si riscattano.

Luca Bianchini, di cui ho già letto, “siamo solo amici” è un autore che mi piace e che consiglio.