Hvial1o iniziato a ballare tango nel settembre del 2011, quindi sono ormai ben 5 anni che mi cimento in questo ballo che negli anni mi ha dato indifferanza, tibubanza, passione, sofferenza, ansia, gioia, emozione, rabbia. Sentimenti molto contrastanti tra loro, lo so, sembra persino impossibile che un “semplice” ballo possa generare così tante emozioni… ma questa è forse la caratteristica principale del tango. Un condensato di amore e odio, gioia e rabbia. Pura emozione e profonda frustrazione ed per questo che chi inizia questo percorso difficilmete lo lascerà…. il Tango crea dipendenza!

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Questa foto mi è stata scattata da un fotografo argentino di nome Emilio Mercau

Invece questa bella poesia, che sento molto mia, in questo momento è di Jorge Luis Borges
“Dopo un po’ impari la sottile differenza fra tenere una mano
ed incatenare un’anima.
E impari che l’amore non é appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non é sicurezza.
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti
ed i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti; con la grazia di un adulto,
non col dolore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade oggi
perché il terreno del domani é troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari che il sole scotta se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte e che vali davvero.”

Ho iniziato a ballare Tango per caso. ho acquistato un coupon e per pochi euro, mi sono ritrovata un carnet di 8 lezioni che mi hanno proiettata in un mondo, a me, completamente sconosciuto. Un mondo fatto di musica d’altri tempi, luci basse, scarpe con tacco alto, rigorosamente a spillo, abiti con spacchi e decoltè, uomini eleganti e sguardi ammiccanti .

Il primo impatto è stato di di curiosità, perplessità e dubbi. Col tempo la prima è stata appagata, gli altri due, invece, permangono!

Il Tango, la maiuscola è per il rispetto dovuto a questo ballo che non è solo un ballo ma è una parte della storia degli emigrati italiani e non in Argentina, un modo di sentire e vivere le cose, è un ballo difficile. E’ difficile affidarsi ad un altra persona, che spesso non conosci, e farsi guidare da lei camminando all’indietro. Non è istintvo lasciarsi andare in un abbraccio, entrare in sincronia/connessione con l’altro e capire quali passi vuole farti eseguire. Non è così immediato fare tutto questo rispettando la musica. A tutto ciò si aggiunge anche che i passi del tango sono tutt’altro che semplici.

un divano, un bel libro, musica soft jazz in sottofondo, una birra gelata…..serata meravigliosa! a volte basta poco.

l’alternativa era andare in milonga, all’aperto a patire il freddo, aspettando la “grazia” di un ballerino per ballare una tanda, cosa non del tutto scontata! no grazie

(ps. pensieri contorti sul mio, altrettanto contorto rapporto conl Tango)