Polonia

poloniaBreve viaggio in Polonia dal 20 al 28/06/15 –RACCONTO IN PROGRESS

Inizio col dire che questo breve giro della Polonia  mi è piaciuto molto. Tampo meteorologico a parte è andato tutto bene ho trovato questo paese ricco di storia e di voglia di farla conoscere. Possiede città molto belle e ben restaurate. E’ un paese in crescita, lo si vede dalla quantità di cantieri aperti e di costruzioni nuove ovunque. Vige, ancora, un rigore molto sovietico per quanto concerne la pulizia, il fare la coda ordinatamente alla fermata del bus e sulle strade.

Vale la pena visitarlo.

Dama con l'ermellino

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Volo effettuato con i punti della Mille miglia Alitalia e quindi abbiamo pagato “solo” le tasse pari a 103 euro a testa

Noleggio auto, una Skoda Fabia per 8 giorni attraverso rentalcars.com/it/ (150 euro)

Gasolio 350 PLN.

Autostrade 400 PLN

Cambio 4.10 – 4.14 Zloti per 1 Euro – Speso sul posto 1.300 euro in due

voli

 

 

 

Sabato 20/06/15 – Torino-Roma-Varsavia – Arrivo a Varsavia ore 12.30 circa

Domenica 20 – Varsavia – 2 notti

Ritirata l’auto ed inserito il navigatore ci dirigiamo all’hotel Hotel Metropol, Centrale vicino metro stanza ampia ampio bagno. Pulito ottima colazione abbondante e varia a buffet. 460 PLN per due notti (circa 108 euro). Ottimo Cambio a fianco dell’entrata dell’hotel.

Varsavia oggi è il centro economico e culturale della Polonia ma diversi conflitti, per ultima la seconda guerra mondiale, l’hanno devastata diverse volte. Rinata dopo la distruzione grazie a eccellenti interventi di ricostruzione, la Città Vecchia è stato dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Strade acciottolate, cortili, piazzette nascoste, giardini, statue ed edifici rinascimentali, fanno parte del cuore di questa città. Abbiamo fatto un primo giro del centro storico partendo dal viale pedonale Nowy Swiat fino al Palazzo Reale con una sosta nella chiesa barocca di Sant’Anna. Da qui puoi si raggiunge la piazza della città vecchia (Rynek Starego Miasta) passando davanti alla cattedrale di San Giovanni, una delle chiese più belle ed antiche di Varsavia. Raggiungiamo la Piazza del Mercato, tranquilla e dall’atmosfera accogliente, il Castello Reale, un maestoso edificio di mattoni rossi interamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, percorrete la Strada Reale fino al Castello di Wilanow, una residenza reale estiva molto particolare e lussuosa, influenzata da numerosi stili architettonici, in primis il barocco italiano, restata miracolosamente solo sfiorata dagli orrori della devastazione, senza dimenticare di percorrere i sontuosi giardini francesi della residenza.
Da vedere anche il complesso del palazzo e del parco di Łazienki, un vero e proprio polmone verde nel cuore della città con un superbo palazzo sull’acqua, scenario nel corso dell periodo estivo di concerti di Chopin, il Museo Nazionale dove durante la seconda guerra mondiale sono stati segretamente conservati alcuni dei tesori del Castello Reale, il Palazzo della Cultura e della Scienza,da cui si gode una bella vista sulla città,  costruito da Stalin per la città di Varsavia, il Copernicus Science Centre, inaugurato nel 2010, e il Centro di Arte Contemporanea.

nelle due serate a varsavia cenaniamo prima al ristorante georgiano Malagruzja, dietro hotel, 3 piatti e birra 110 PLN ed anche in un bar mleczny 2 gulash 1 pirogi (simili ai nostri ravioli con svariati ripieni: di formaggio e patate, di crauti e funghi, di fegatini e crauti, di carne macinata. Sono anche preparati nella versione dolce con fragole, mirtilli, prugne), 1 polpetta bibite per 50 PLN! (12 euro)

BAR MLECZNY
Retaggio del regime socialista, queste mense sono nominate “barmleczny” in quanto all’inizio proponevano solo piatti a base di latte e derivati (mleczny viene dalla parola Mleko-latte in polacco). Col tempo si aggiunsero al menu altri piatti poveri a basBar mlecznye di verdure, uova e pasta. L’offerta venne poi completata con i piatti tipici a base di carne di maiale e pollo. Sono in numero sempre minore, ma ancora resistono ed alcuni si hanno rinnovato il look. Quelli più centrali siano diventati quasi un’attrazione turistica. Entrando vi troverete a fare la fila tra studenti,lavoratori, pensionati, squattrinati e turisti curiosi. Sui muri sono appese le lavagne col menu e spesso col “menu dnia” il menu del giorno. Tutto in polacco naturalmente. Si trovano un pò ovunque.

Le nostre serate sono, come spesso accade da quando balliamo tango e dove è possibile, all’insegna del ballo. Queste le milonghe provate a Varsavia: Milonga Elegante, il sabato, Ul Dluga,44/50 , si entra dal parco e la domenica

Milonga dosXcuatro ul. Miedziana 11, due bei posti con una bella atmosfera. Prezzi dai 15 ai 20 PLN a testa senza consumazione.

Lunedì 22/06 – pernottamento a Danzica
Varsavia – Elblag Km. 280 – 3,5 ore circa – castello di Malbork a 30 minuti da Elblag

Strada
Elbląg è situata sul mar Baltico,  è un vivace porto sul fiume omonimo non lontano della laguna della Vistola.
Fondata dall’ordine Teutonico nel 1237 entrò a far parte della lega Anseatica e fu una temibile concorrente di Danzica.
Il centro storico ha subito ingenti distruzioni nell’ultima guerra. Noi facciamo un giro veloce per il centro, ben resturato e ci dirigiamo al Castello di Malbork.

Elblag – Malbork – 32 km. ½ ora
Pur essendo una vivace cittadina costruita sulle rive del fiume Nogat, è indubbio che i turisti che si spingono fino Malbork, nella zona orientale del Voivodato della Pomerania, siano mossi principalmente dalla curiosità di scoprire il suo celebre castello, che vale davvero una visita. Va detto che essendo così ampio non è possibile visitarlo tutto. Ogni giorno della settimana ha un suo percorso specifico, quindi per vederlo nella sua intereza bisognerebbe fermarsi almeno qualche giorno. Costo del biglietto 35 PLN, con audioguida
Marienburg, originario nome tedesco della città, è infatti conosciuta internazionalmente proprioper l’enorme struttura costruita quasi ottocento anni fa dall’Ordine dei Cavalieri Teutonici.Era il 1280 quando la realizzazione dell’opera mosse i primi passi, e fu soltanto 130 anni più tardi che il castello – o meglio, il complesso – fu terminato.
Nel 1309 Malbork divenne la capitale dell’Ordine, a riprova del dominio ormai esercitato nel territorio; si dovette attendere il 1410, in occasione della celebre battaglia di Grunwald, per registrare la sconfitta dei Cavalieri Teutonici ed un’inversione di tendenza, che nell’arco di pochi decenni li avrebbe portati prima alla sottomissione alla corona polacca e poi ad un’uscita di scena definitiva da un’Europa ancora in divenire. Durante la guerra del 1454-1466 il castello fu venduto al re polacco Kasimierz Jagiellonczyk, che ne fece una residenza reale per oltre tre secoli quando, in seguito alla prima spartizione, passò ai prussiani che lo utilizzarono come caserma danneggiandolo irrimediabilmente parte delle strutture. Un quantomai opportuno revival romantico ne impose il restauro, che iniziò nel 1817 e si protrasse per quasi tutto il secolo, sotto la supervisione di diversi esperti che ne curarono ogni aspetto. Il castello non è passato indenne alla prova del XX secolo, quando soprattutto la seconda guerra mondiale causò molti danni alla struttura a causa dei bombardamenti sovietici, ormai
alla stretta finale contro i nazisti che vi si rifugiavano all’interno; a partire dagli anni Cinquanta iniziò però un nuovo processo di ristrutturazione, al quale si deve in gran parte l’aspetto odierno del complesso.
L’iscrizione nel 1997 nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ha decretato la definitiva consacrazione come luogo d’interesse turistico del castello (zamek, in polacco), che vede ogni anno aumentare il numero di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Il complesso è costituito da tre castelli distinti, collegati tra loro all’interno di molteplici cinte murarie (in particolare quattro ad est e due sul lato ovest), protetto inoltre in passato da un fossato colmo d’acqua fatta affluire da un canale collegato ad un fiume che si trova a 30 km di
distanza e dalla barriera naturale formata dall’adiacente fiume Nogat. Nell’epoca di apogeo dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici qui vivevano almeno 60 monaci e 400 persone della servitù, che si occupavano anche delle centinaia di ospiti, perlopiù mercenari, chiamati dall’Ordine per
combattere. La popolazione totale che viveva all’interno delle mura era dunque abitualmente di circa mille persone, anche se per dimensioni e caratteristiche il complesso avrebbe potuto ospitare potenzialmente ben diecimila persone.
Il castello costituisce ancora oggi la più grande struttura gotica del mondo, interamente costruita in mattoni rossi, e vanta inoltre il primato di essere il più grande castello al mondo a non essere mai stato espugnato.

danzMalbork – Danzica – Km.60 – 50 minuti circa

La fondazione ufficiale di Danzica – Gdańsk viene fatta risalire all’anno 997 – anche se un nucleo urbanoesisteva già precedentemente – quando qui soggiornò colui che sarebbe divenuto Sant’Adalberto, futuro protettore della Polonia.

Città portuale con un’innata abilità commerciale che si fonde con il territorio e lo
pervade in ogni suo aspetto: via di comunicazione verso l’Europa Centrale e Meridionale, Italia compresa – via Aquileia – per il commercio dell’ambra.
Ancora oggi l’ambra è una delle fonti ricchezza e di richiamo turistico della città, dove viene lavorata e venduta nelle numerose boutique del centro dopo essere stata raccolta dai cercatori sulle spiagge poco distanti, generalmente nelle mattine successive alle burrasche,
quando i fondali del mare vengono scossi e rivoltati ed il prezioso fossile, intrappolato da milionidi anni sul fondo, torna a galla ed è trascinato a riva dalla corrente. Una visita a Gdańsk non può prescindere dalla scoperta di questi ed altri numerosi intrecci storici, che arrivano fino al 1980, quando nacque il sindacato di Solidarność, scintilla di rivolta nel blocco sovietico che decretò, nel giro di nove anni, la caduta del regime e lo smantellamento del sistema socialista anche negli altri paesi dell’Est europeo.

La perifieria della città è piuttosto triste ed in perfetto stile sovietico ma il centro storico “Stare Miasto”, la cosiddetta “Città Vecchia”, ha  un aspetto che coniuga con gusto il moderno ed il medievale. I principali punti d’interesse del quartiere sono dislocati soprattutto lungo il canale Radunia o nelle sue immediate vicinanze: si tratta ad esempio del meraviglioso Grande Mulino, o Wiełki Młyn, un’enorme struttura in mattoni rossi costruita nel 1350 e fortunatamente sopravvissuta alle distruzioni delle guerre ed invasioni che hanno martoriato Gdańsk per secoli, o del Municipio della Città Vecchia, il Ratusz Starego Miasta,  A pochi passi dal Grande Mulino, la chiesa di S.Caterina è  alle sue spalle  la chiesa di S.Brigida, celebre soprattutto perché frequentata da Lech Wałesa.
La Strada Reale (o Droga Królewska) è indubbiamente quella più frequentata, ilvero “salotto” della Danzica odierna: attraverso le due porte – all’estremità occidentale della via pedonale, rispettivamente conosciute come Brama Wyżynna (Porta Alta) e Złota Brama (Porta d’Oro), si accede alla Ulica Długa (ViaLunga), strada del passeggio per eccellenza, sulla quale si affaccia una moltitudine di edifici dalle facciate alte e strette dai colori pastello di indubbio interesse storico ed architettonico, molti dei quali ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che rasero letteralmente al suolo gran parte della città.
Pernottiamo all’Hotel Dom Muziyka, 328 PLM, 77 euro per una notte con colazione. Bella struttura nel complesso del conservatorio a due passi dl centro stanza grande con frigo bagno normale con prodotti essenziali ma la colazione, a buffet, è mal organizzata e scarsa di dolci.

Cena  da  U Dzika ul.Piwna 59/60. Questo ristorante centrale, ci era stato caldamente consigliato da un amico ma non si è rivelato niente di eccezionale. Abbiamo preso due stinchi alla birra con crauti, che abbiamo atteso un bel pò anche se il locale era quasi vuoto, ed una zuppa Zurek, il tutto discreto. Ambiente accogliente e personale gentile. speso 150 zotli, cioè quasi 40 euro in due.

 Martedì 23/06 Danzica – Toruń– Km. 167 – 2 ore circa

touronTra le più antiche e belle città della Polonia Toruń è nota soprattutto per aver dato i natali all’astronomo Niccolò Copernico. È considerata una delle città più piacevoli del paese. Dal 1997 il suo centro storico figura nella lista dei Patrimoni Mondialidell’Umanità dell’UNESCO e dal 2007 nellalista delle “7 meraviglie della Polonia”.
da vedere :la Casa di Copernico, il Castello di Golub-Dobrzyń, la Chiesa di S. Giacomo a Chełmno, I granai di Grudziądz. Toruń è il complesso urbano con più edifici gotici della Polonia, importante centro turistico, secondo solo a Cracovia per conservazione di monumenti storici originali,  in quanto è una delle poche città che non è stata distrutta durante la seconda guerra mondiale ed offre un mix di storia polacca  tedesca.Si gira tranquillamente in un paio d’ore.

Torun – Woclawek Km. 70 – 1 ora circa – Woclawek –Lodz km 120 – 1,5 ore circa – questo percorso viene definito “autostrada” ed è a pagamento 50 PLN. Pernottamento a Lodz

Łódź,  è la seconda città del paese per numero di abitanti. La via principale del centro di Lodz è la Piotrkowska, sette chilometri splendidamente restaurati lungo i quali si concentrano gli uffici degli enti governativi e le sedi delle più importanti aziende della città. La fama della strada è però legata alle numerose opere d’arte ed ai molti monumenti installati lungo i marciapiedi, fuori dai negozi e sulla stessa pavimentazione. Tra gli elementi più
interessanti di questa straordinaria “galleria a cielo aperto” ci sono le sculture in bronzo raffiguranti noti personaggi polacchi, tra i quali Arthur Rubinstein ed il Nobel Władysław Reymont; la Aleja Gwiazd Walk of Fame, una camminata in stile hollywoodiano su un percorso
costellato di stelle; ed il cosiddetto “Mounumento dei 500 cittadini lodziani al cinquecentenario della città”, un tratto di strada pavimentato in maniera quantomeno originale, che reca tra l’altro le incisioni dei nomi degli autori che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Pernottiamo all’ Hotel Swiatowit centrale a 160 PLN (38 euro), con colazione. Hotel stile sovietico un pò triste. Stanza grande ma bagno piccolo senza phon e letti sfondati. Colazione a buffet discreta ma quasi senza dolci. Personale asettico.Revelo

Ceniamo splendidamente al Ristorante Revelo Spesa sui 20 euro a testa, Consigliato

Mercoledì 24 – Lodz – Breslavia (Wroclaw) Km. 222 – 3 ore – Autostrada 30 PLN

breslWroclaw è sulla strada che unisce Danzica al Mar Nero e all’Europa occidentale,  è da sempre una città aperta, multiculturale, e – purtroppo – molto contesa, fu usata come fortezza dalle truppe naziste e quasi rasa al suolo nel 1945. I suoi abitanti l’hanno pazientemente restaurata, trasformandola in un piccolo gioiello architettonico: una distesa di case dai tetti rossi e guglie gotiche, interrotta solo dai giardini pubblici, verdissimi, e dal fiume Odra, che bagna la città dividendola in dodici isolette, collegate da loro da decine di ponti. Il cuore della città è Rynek, la piazza del Mercato, circondata da case rinascimentali e barocche ottimamente restaurate.
Altrettanto efficace è stato il restauro del Ratusz, il municipio, un vero e proprio capolavoro di architettura gotica che troneggia al centro della piazza. Sempre qui si trovano i  due graziosi palazzi dedicati a Jaś e Małgosia (Hansel e Gretel) che sono collegati tra loro da un arco attraverso il quale si accede al sagrato della chiesa di Santa Elisabetta.  Decine di statue di gnomi, alte una trentina di centimetri, spuntano da marciapiedi, inferriate e pali della luce. Per trovarli tutti basta acquistare la mappa nei negozi di souvenir. La Piazza del Sale (Plac Solny), collegata al Rynek, ospita giorno e notte bancarelle di fiorai e piccoli artigiani. Un’altra ottima opportunità per fare shopping è la Galeria Wroclawska, vicoletto una volta sede delle macellerie della città e ora e pieno di botteghe di dipinti e oggetti in vetro.

L’attrazione più insolita di Breslavia rimane però il Panorama Raclawicka, (25 PLN a testa) una sorta di antenato del cinema 3D. Nel 1794, durante la guerra d’indipendenza, i polacchi, in gran parte contadini con armi di fortuna, riportarono a Raclawickza una memorabile – e momentanea – vittoria contro l’esercito imperiale russo. Per celebrare l’avvenimento fu realizzato, a fine ‘800, un monumentale diorama storico, uno degli ultimi di questo tipo ancora visitabili al mondo. Entrando nel palazzetto circolare che lo ospita, grazie alle pareti interne completamente dipinte e al campo di battaglia ricostruito con carri, alberi e rocce, si ha l’illusione di essere al centro del combattimento, tra le truppe degli invasori in fuga e gli ordini dell’eroe nazionale, Tadeusz Kościuszko, lanciato al galoppo in sella al suo cavallo.

Prima di lasciare la città, è d’obbligo fare una carezza alla statua dell’orso della fontana vicino all’ingresso. Secondo la leggenda, toccare la sua lingua assicura a lungo buona fortuna.

Pernottato all’ Hotel Piast 249 PLM (59 euro 1 notte)  Discreto hotel ben ristrutturato da poco. Pulito stanza sufficientemente ampia idem il bagno. Acqua offerta. Colazione a buffet nella norma. Cena al self service, a peso tutto a 3.10 pl x 100 gr. del bistrot a fianco hotel Piast. Speso 50 pl+25 dolce e caffé.

Giovedì 25 Breslavia – Katowice km. 195 – 2.00 ora circa Breslavia – Cracovia Km 272 – 3 ore circa – Autostrada 36 PLN

Pomeriggio dedicato ad una prima visita della città ed al Castello di Wawel. il Castello, dimora dei sovrani polacchi fino al XVII, ospita in questo periodo e fino al completamento dei lavori del Museo Czartoryski,  il dipinto attribuito a Leonardo da Vinci, “La Dama con l’ermellino”. Il complesso  comprende anche la cattedrale gotica di San Venceslao, le cui forme esterne fanno intuire l’intricata storia di questo edificio, frutto di ricostruzioni ed annessioni di complessi precedenti e la torre campanaria, dalla cui cima, oltre al meraviglioso panorama della città, si può rimanere stupiti da Zygmunt, la più grande campana del paese, che supera le 10 tonnellate di peso.  Per visitare il Castello ci sono biglietti differenziati, per i diversi percorsi museali. E’ da tener presente che spesso ci sono lunghe code, poiché nei musei non è prevista la prenotazione online.  Dalla collina di Wawel ci si può immettere nell’antica via Reale, ricca di palazzi storici e monumenti, che conduce direttamente al centro della città vecchia.

 venerdì 26 Cracovia – Wielizcka Km. 14 – 15 minuti – Miniere di sale – Cracovia

Per evitare le code del weekend abbiamo perferito fare i biglietti, per le miniere di sale, a Cracovia, scegliendo il percorso turistico, 79 PLN più 10 per poter scattare le foto. Le miniere sono bellissime ed il paesino di Wielizcka davvero carino. Prevedete dalle 3/4 ore per entrambi.

Bellissime camere scolpite in sale, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Quasi 3 chilometri di corridoi serpeggianti, 800 scalini e 135 metri di profondità. Non sorprende che fino a oggi il Percorso turistico della Miniera di Sale “Wieliczka” è stato visitato da oltre 38 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo.

L’Ufficio di Promozione della Miniera di Sale “Wieliczka” si trova in ul. Wiślna 12a, è aperto da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 17.00. Da pochi giorni è possibile farli anche online sul loro sito

Due giorni non sono sufficienti per vistare bene Cracovia ma si riesce. Per dare in breve un’idea della grandezza del centro storico diciamo che il cuore di Cracovia è la Piazza del Mercato Centrale, la più grande piazza medievale d’Europa. La forma è quella di un quadrato quasi perfetto di lato 200 metri, sul cui perimetro si affacciano meravigliosi palazzi risalenti ai secoli XVII e XVIII, molti dei quali di chiara impronta veneta, il Sukiennice, ovvero il “Grande Mercato dei Tessuti”, la torre civica del municipio e soprattutto la chiesa di Santa Maria, risalente al XIV secolo. Quest’ultima è un edificio imponente, lunga quasi 100 metri e larga 40, coronata da due possenti torrioni laterali. La torre più bassa, che raggiunge comunque 69 metri di altezza, è coronata da una cupola rinascimentale e funge da torre campanaria; quella più alta, che supera gli 80 metri, ha svolto nei secoli il ruolo di torre di avvistamento, e oggi, ad ogni ora del giorno, viene sfruttata per effettuare l’Hejnal, la “chiamata a raccolta”, che consiste nell’esecuzione di una breve melodia.  Attorno alla città vecchia correva l’imponente cinta muraria medievale, andata purtroppo quasi completamente distrutta nel corso dei secoli. Un breve tratto sopravvissuto agli sventramenti ottocenteschi ed ai bombardamenti delle guerre è quello compreso tra la Porta di San Floriano ed il Barbacane, nient’altro che una struttura di carattere cartina cradifensivo che serviva come sostegno al muro di cinta. Esattamente in corrispondenza dell’antico tracciato murario sorge lo splendido giardino del Planty, una delle aree verdi più belle di Cracovia. L’altro nucleo storico della città è situato a sud della Piazza del Mercato, sulla storica collina di Wawel, , dove si possono ammirare alcuni straordinari edifici: innanzitutto

E’ d’obbligo il passaggio attraverso il quartiere ebraico, dove vennero commessi soprusi e violenze di indicibile crudeltà nei confronti dei cittadini polacchi di origine ebrea. La zona è silenziosa, muta al cospetto della tragica storia radicata in ogni singolo edificio sopravvissuto
alla II Guerra Mondiale . Il Museo dell’Olocausto è ospitato all’interno della vecchia sinagoga.

 

Pernottamento all’ Hotel Matejko – 630 PLN (148 euro) , per due notti. sono rimasta un pò delusa da questo Hotel che è in una posizione ottima per visitare la città. Pochi prodotti in bagno, non sostituiti se non dietro richiesta e mancanza di asciugacapelli. Per contro la stanza ed il bagno sono ampi e la colazione, a buffet, è ben organizzata e varia.

Cenato bene, la prima sera, al tradizionale Goscinna Chata, speso 139 PLN, ed al Chtopskie Jadto, speso 124 PLN, la seconda. Entrambi appartenenti a catene di ristoranti tradizionali ed in centro. A pranzo abbiamo optato per un Bar Mleczny in  Ul. Grodzka 43, Cracovia – E’ in centro. Il cibo è ottimo e abbondante, abbiamo mangiato due tipi di pirogi e della verdura con 25 PLN. E’ un self service, bisogna ordinare alla cassa, scegliendo dal menu scritto su una mega lavagna e portare il cibo al tavolo quando pronto. Per evitare errori ho scritto i nomi delle portate su un foglio cheho fatto leggere alla cuoca.  La sera chiude alle 20:00

Anche qui non poteva mancare la Milonga, che si svolge sotto un bellisimo teatro:

Milonga “Abrazo” Giovedì “Cafe Trema” in “Słowackiego” Theatre,  (1 Ducha Świętego Sq.) dalle 9:00 p.m. – 12:00 p.m. – per 5 PLN

sabato 27 – Cracovia – Varsavia – Km.298  –  4,5 ore circa

Viaggio su una strada parecchio trafficata e che parecchi lavori in corso. Arrivati a Varsavia nel primo pomeriggio abbiamo passeggiato nuovamente per il centro che era gremito di gente a causa di una manifestazione musical enogastronomica, con aggiunta di uZombi1na pseudo guerra tra umani e zombi, molto divertente.

Strada facendo abbiamo riprenotato una stanza all’hotel Metropol, ma questa volta ci siamo permessi una stanza executive.  Questa, a differenza dell’altra è molto spaziosa dotata di frigobar, mega televisore, ampi letti,  bagno ampio con prodotti a dispenser, ciabatte, asciugacapelli, per 340 PLN – 80euro.

Cenato bene da Zapiecek, altra catena di ristoranti con cucina tradizinale,  per 126 PLN.

Terminiamo la nostra vacanza polacca tornando alla “milonga elegante” del sabato.

domenica 28 – Varsavia -Roma-Torino – volo di ritorno ore 13.25

 

Qualche indicazione sul cibo

Per i piatti tipici: pierogi (si legge pieroghi)  simili ai nostri ravioli con svariati ripieni: di formaggio e patate, di crauti e funghi, di fegatini e crauti, di carne macinata. Sono anche preparati nella versione dolce con fragole, mirtilli, prugne.
Bigos: stufato di crauti con pezzi di varie carni e salumi, molto tradizionale. Viene fatto riposare per un paio di giorni per prendere gusto.
ZUPPE: Zupa Pomidorowa: zuppa di pomodoro, solitamente con riso. Zupa Grzybowa: zuppa cremosa di funghi-spesso-porcini.              Żurek: Zuppa di segale acida con patate, salsicce, e aromi di alloro e maggiorana. Servita con un uovo sodo, talvolta servita in un piatto di pane. Barsz czerwony: zuppa di barbabietole rosse, carni di vitello e diverse verdure. Si accompagna con le Krokiety o come tradizione natalizia con i tortellini (uszka) ripieni di porcino. Krokiety: simili a crepes ripene di carne macinata e crauti, arrotolate, panate e fritte.

Kotlet schabowy: tradizionale cotoletta impanata.
Golonka: Stinco di maiale, a volte cotto alla birra, sempre con rafano, molto tradizionale, originario della Baviera.
Karkówka: La nuca, di solito arrosto
Kiełbasa: salsiccia polacca. Ce n’è di due tipi, la classica e la bianca. Le salsicce bianche sono le più simili alle nostre. Le classiche sono una via di mezzo tra salsiccia e salamino con pasta a grana fina e si mangiano solitamente senza buccia.