Ecuador

37 eruzione del pichincha3 (Copia)

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ECUADOR 1999

Personaggi ed interpreti: Virna, Savio, Sabry e Jo

Guide: Ecuador ed. EDT

Itinerario: Torino, Amsterdam, Quito, Mitad del mundo,Otavalo, Galapagos,Guayaquil, Playas, Cuenca,Banos, Riobamba,Bano, Puyo, Tena, Coca, Rio Payomino, Quito, S.Domingo de los Colorados, Atacames, Quito.

PROLOGO……………………….

Torino – Amsterdam

02/10/1999

Torino è l’alba di un nuovo giorno, le 04,45 circa……………..

Si va verso l’aeroporto, destinazione Amsterdam. Dormiamo in piedi, poi dormiremo in aereo.

Ore 08,30, si arriva. Qualche problema per capire cosa è meglio prendere per arrivare alla stazione e poi via verso l’albergo che, scovato su Internet, avevo prenotato.

Sorpresa! Ci hanno riservato una stanzetta della Barbie, sui tetti! 5 piani senza ascensore!!!

Con armi e bagagli al seguito su delle scale ripide e gradini strettissimi………………………

Però è carina! Si vedono i tetti di Amsterdam.

Il tempo, neanche a dirlo fa schifo. Ma lo si sapeva. Aria fredda e pioggia. Ci salva il fatto di aver acquistato il biglietto per circolare su tutti i mezzi pubblici che ci consente di vedere la città senza prendere troppa acqua.

Amsterdam non è male, nel complesso, non molto cambiata da come la ricordavo.

Cena in una churrascheria argentina. Una bisteccazza alta tre dita ed una montagna di patate! Ma che prezzi! 90 Guilden, circa 90 mila lire, non male per due bistecche e due birre!!!!!!!!!

Girozzo per il quartiere a luci rosse con Savio stupito di come funziona la cosa. Serata vagabonda per le strade della città piene di gente.

03/10/99

Oggi sveglia più umana, alle 9, abbondante colazione con pani di vario tipo, più marmellata, burro, uovo sodo, prosciutto, salame e formaggio, succo di frutta e caffè. ABBIAMO SGOBBATO TUTTO!!!!!

Altro giro in bus verso altre destinazioni, tira molto vento ed il caldo è una cosa diversa…………..

Inizia pure a piovere, e nonostante sia domenica, ci ripariamo dentro i supermercati, che sono aperti. Evviva gli olandesi!

Ci stanchiamo, bagniamo, mangiamo poi andiamo alla stazione per capire come fare ad andare all’aeroporto (non abbiamo quasi più soldi locali).

Una tipa strampalata ci vende due biglietti, lei dice con lo sconto, ma alla fine, forse, maggiorati!

Così è la vita !!!!!!

Stanchi e stufi dell’acqua che continua a scendere implacabile, decidiamo di andare all’aeroporto dove abbiamo appuntamento con Sabrina e Giovanni che ci devono raggiungere da Cesena e con cui inizieremo il viaggio vero e proprio verso

l’Ecuador

04/10/99

Trovati gli amici il viaggio inizia alle 23,00. Io dormo tutto il tempo e non vedo nessuno dei film trasmessi………peccato erano belli sigh! Il viaggio va bene anche per il fatto che abbiamo 4 posti e siamo in 2!!!!

Atterriamo in orario. Ore 07.30 locali (- 7 rispetto all’Italia) siamo in taxi verso Quito.

Troviamo un discreto albergo, l’Hostal Cumandà, di fronte al “Terminal Terrestre” dei pulman che portano in tutto l’Ecuador.

Facciamo subito un giro per la Quito vecchia, quella patrimonio dell’umanità, per intenderci, non male , tranquilla, fino alle 9,30 poca gente in giro, strano per un paese sud americano, belle case coloniali tinteggiate di fresco.

Qualche problema con il cambio e con l’organizzazione per andare alla Galapagos.

Restiamo impressionati dai bambini che ci prendono i resti del pollo dal piatto. Mai visto prima nemmeno in Africa.

Cenato in posto carino la COLUMBUS Steck House, mangiata una fantastica grigliata mista di carne.

A letto alle 22,30, stanchi morti.

05/10/99

Sveglia alle 07,30, colazione in albergo, poi a piedi per i vicoli di Quito per raggiungere un pulman che ci porta alla Mitad del Mundo, luogo da cui passa l’equatore e dove c’è un monumento che lo segnala ed un museo etnologico sulle etnie dell’Ecuador, che si rivela ben fatto. Qui pesiamo tutti un pò di meno a causa della diversa gravità. Tutti più magri!!!!!à

Dopo questa visita riprendiamo un altro bus e ci facciamo anche una camminata di un km e mezzo, in salita, per vedere il cratere di un vulcano spento. E’ faticoso camminare in salita a 3000 metri!!!!!!!!

C’è un po’ di sole, un po’ c’è vento,fa caldo, fa freddo! Incredibile!

Verso le 15,30 ci concediamo una pausa difronte ad una bistecca “apanada” = impanata e papas fritas = patate fritte. Facile vero?

Ritornando a Quito passiamo in un’agenzia di viaggi per definire la “gita” alle Galapagos, poi facciamo un giro per il centro.

Qualcosa di non ben definito viene giù dal cielo, e quasi all’improvviso è diventato più buio……………….. CHE PASA?

E’ “solo” il vulcano Guagua Pichincha che ha deciso di regalarci un po’ di cenere. Una nevicata di cenere, per la verità.

In poco tempo la gente sparisce dalla via, i negozi iniziano a chiudere, sono solo le 17,30. Noi ci rifugiamo in un Internet caffè per scrivere a casa nostre notizie.

Quando usciamo è tutto grigio, una patina di cenere ricopre tutto! Alcune strade sono deserte, altre intasate da gente che cerca di raggiungere la propria casa. Dopo esserci procurati la mascherina per proteggerci e non respirare la polvere, decidiamo di prendre il trolly, il filobus, per tornare in albergo.

E’ pieno all’inverosimile, calca, caldo, un inferno! Finalmente scendiamo…………

In albergo Giò si accorge di non avere più il portafogli. Rubato? Perso? Chissà…………… Aveva i soldi della cassa comune e la sua carta di credito. Di soldi, per fortuna, non molti, per la sua carta domani provvederà a bloccarla.

Per cena decidiamo di andare a piedi vicino a piazza Santo Domingo. Pochissima gente in giro, rigorosamente con mascherina sulla bocca e occhiali, l’atmosfera è surreale, con la cenere che scende qualcuno ha addirittura la maschera antigas, tutto ovattato sembra di vivere un film di fantascienza.

6/10/99

Dopo colazione giretto intorno all’albergo per far arrivare le 8,30 in modo che apra la società dei telefoni per far sì che Giò chiami casa e denunci la perdita della carta di credito.

Poi si parte per Otavalo. Città dove il sabato si svolge il mercato Indio più grande dell’Ecuador. Oggi c’è meno gente e si compra bene. Infatti ci diamo agli acquisti. Compriamo ben 3 panama, 1 cappello di feltro, 3 tovaglie colorate e una maglia di Alpaca.

A pranzo ci facciamo una pizza, buona, e poi andiamo ad Ibarra. Gita che non ne vale la pena, ma questo lo puoi dire solo dopo, purtroppo!

Prendiamo acqua qua e là. Cerchiamo di cambiare dei soldi ma, quando è il nostro turno…..sono finiti!

In albergo vogliono il 20% in più se paghiamo con la Visa. Una follia! Questo viaggio ha un che di sfiga. Per fortuna il vulcano oggi è più tranquillo.

Cena in un postaccio al terminal terrestre dei bus.

7/10/99

Levataccia alle 5 per andare all’aeroporto da dove alle 7 c’è il volo per le Galapagos . Mentre attraversiamo la pista, a piedi perché qui non esistono gli autobus che portano all’aereo, ci voltiamo e vediamo un nuvolone grigio a forma di fungo. E’ impressionante! Il Pichincha ha deciso di sbuffare nuovamente, ma alla grande stavolta! Infatti ci imbarcano in fretta e dall’alto vediamo ancora meglio la nuvolona di fumo che sovrasta Quito.

Alle Galapagos questo problema non c’è e fa anche più caldo. All’aeroporto ci viene a prendere Guido che ci “guida” nella visita al centro Charles Darwin, dove stanno ripopolando le tartarughe. Pranzo con lui e cena con il gruppo con cui faremo la “crociera”. 2 francesi , 2 belgi, 2 olandesi, e Driss, la nostra guida per le isole. Un tipo proprio niente male. Nottata movimentata perché Giò soffre la nave e quasi collassa. Così Savio e Sabrina l’hanno portato di peso fuori e sono stati con lui finchè non si è ripreso.

Notte in viaggio con la nave che fa un gran casino.

Piccola parentesi sulla nave e le cabine. La barca è una bagnarola e le cabine da 2 mt x 1,50 nof danno molta possibilità di movimento, seebra di essere in una cella dove fa anbhe molto caldo. Abbiamo speso “poco”: ma il risultato è anche meno.

8/10/99

Colazione alle 7 tutti insieme poi prima visita all’isola di Rapida( dove ci sonm un sacco di Otarie o Leoni marini, vediamo anche delle Iguana marine, delle Sule dai piedi azzurri, un’aquila e un serpente che per un pelo non si mangia una lucertola. Si fa il bagno ma c’è poco sole e l’acqua non è proprio calda. Dopo pranzo lunga passeggiata su l’isola S. Bartolomè, completamente coperta di lava del vulcano Sombrero Chino, visto ieri. Un paesaggio incredibile! Nero con segni che ricordano la forma delle corde attorcigliate, le cacche delle mucche ecc.

Visti i pinguini e le iguana.

Dopo pranzo, 2 ore di navigazione poi salita ad una cima per ammirare il paesaggio.

Dopo cena arrivano i ragazzi del barco Mabel, che non sono molto vivaci. Appena se ne vanno………..Inizia la festa! Si balla, si beve, si ride. Tutti insieme equipaje e turisti. Faccio una salsa col marinero, un pezzo di dance con Driss e una magnifica Rumba col capitan, che è molto bravo e gentile. Serata decisamente simpatica, anche grazie agli altri partecipanti al crusero, molto disponibili e simpatici.

10/10/99

Alle 5 il barco parte, alle 6 siamo già a North Seymour. Passeggiata per l’isola a vedere le fregate col gozzo rosso delle Galapagos. Per le l7 siamo dinuovo sul barco dove facciamo colazione mentre raggiungiamo il porto di Baltra. Qui ci mettiamo in coda per l’imbarco e aspettiamo l’avione che ci porta a Guayaquil. Alle 12,30 atterriamo senza perdere tempo in questa città caotica e brutta, prendiamo un bus per Playas un paese sul mare, come fa intendere il nome.

Purtruppo non c’è sole solo nubi, ma fa caldo. Ci sistemiamo in un hotel, pochi sono aperti in questo periodo è bassa stagione. Per cena provo, finalmente, la ceviche, pesce crudo condito con limone e una strana salsa che sembra soya. Il pesce in realtà sono molluschi, ostriche, calamari gamberi e non so che altri crostacei, quello che non manca è la cipolla una tonnellata!. Non male comunque spero poi di non dovermene pentire……….

La sera festa! I bomberos fanno festa è il giorno del loro santo patrono e quindi c’è un sacco di gente in giro che fa casino.

11/10/99

Dormito un casino, ma tanto il sole……….non c’è. In giro per il paese e sulla spiaggia. C’è vento e tante nuvole. Ci riposiamo, spesa di frutta al mercato. Pranzo con gamberi alla plancia e …….cerveza. Si aspetta che esca il sole. Niente di rilevante.

12/10/99

Alle 6 si parte per Cuenca, capitale della cultura dell’Ecuador, dove arriviamo nel pomeriggio.

Per prima cosa andiamo alle terme di Banos per rilassarci. Una ½ ora di bus ed eccoci in montagna, il posto non è accattivante ma le terme, piccoline, sono rilassanti. Acqua fredda + calda + bollente. Niente male. Serata in giro per Cuenca, che è molto bella , coloniale, cena e fine serata in un Internet cafè per dare nostra notizie.

13/10/99

in giro per Cuenca che si rivela una bella città coloniale, con palazzi degni di città europee. Fatto compere, scoperto che i Panama , qui costano meno che ad Otavalo, forse perché li fanno qui? Abbiamo assistito alla rottura di una vetrinetta con specchi di un negozio di scarpe. E’ la seconda volta che succede un fatto simile. La prima è stata la vetrina di un ristorante di Quito, dove avevamo cenato. Portiamo sfiga?

Verso pomeriggio tardi in un Internet cafè, mentre stiamo leggendo la posta, un’auto fa schizzare una pietra sul vetro della porta di entrata. E 3!!!!! Mi è sembrata una fucilata e mi sono ritrovata piena di vetri, ma per fortuna solo un po’ di spavento, tutto OK. Quello che non è Ok e che Ale non risponde! Non è un buon corriere!!

14/10/99

Sveglia all’alba e partenza per Riobamaba. Dormito tutto il viaggio, non sono proprio in forma. Forse comunque è meglio così il viaggio è durato poco per me. Siamo a Riobamba per pranzo, facciamo un giro per la città che non è né bella né brutta. Ha un grande corso ampio e casette piccoline e ben tenute, qualche chiesa e stop. Trovato anche un Internet cafè, ma và troppo lento e costa un sacco, quindi vista la posta stop. Nessun fatto saliente. Cena in un ristorante argentino, parrilliada mista. E vai di carne!!!!!

15/10/99

Partenza per Puyo via Baños.

Baños è una ridente cittadina turistica nelle Ande a 1800 mt. Il clima è buono, da qui partono un sacco di escursioni per tutto l’Ecuador, i viaggiatori vi si ritrovano per riposarsi e godere i benefici delle acque termali che sgorgano dalle viscere del vulcano Tungurahua. Avremmo voluto fermarci qui un paio di giorni, ma anche questo vulcano fa i capricci. Infatti in cittò ci sono i militari, pronti a far evacuare la popolazione, e l’allerta è amarilla quasi naranja. Noi con calma andiamo alle terme con un bus, guardando in alto vediamo il vulcano che sbuffa, però la cenere va dall’altra parte della montagna e qui si sta bene. Le terme sono all’aperto, sono una decina di piscine con l’acqua differenti temperature. Ci spogliamo ed entriamo nell’acqua il cui colore non è dei più invitanti. L’acqua è tiepida, calda, quasi bollente – insopportabile, e fredda direttamente presa dal fiume che passa li vicino. Purtroppo fuori c’è un po’ di vento ma non fa freddo. In ogni caso tra una vasca e l’altra passiamo un paio d’ore a rilassarci sotto il vulcano. Torniamo in città, ci mangiamo una bella pizza piuttosto buona, facciamo shopping e aspettiamo il bus che ci porti a Puyo gurdando, di tanto in tanto, il fumo del vulcano. Il bus è in ritardo, la gente comincia a scappare dal paese, alcuni fanno una processione chiedendo aiuto alla Madonna.

Per fortuna ci dirottano su un altro bus e partiamo. Arriviamo a Puyo e dopo poco va via la luce per quasi un ora tutta la città è al buio. Porteremo sfiga? Continuo a domandarmi.

Saliamo in camera a lume di candela, cena in uno pseudo ristorante cino-ecuadoriano e poi a nanna.

16/10199

Alle 7.30 dopo una buona colazione si parte per un lung/ viafgio che ci porta dalle Ande all’Amazonia. Da Puyo a Tena fino a Coaa. Il paeqaggio è molto bello dalle montagne, molte delle quali vulcani, si passa alla fitta vegetazione della selva, con case a palafitta e banane e palme ed una bel caldo- umido, tipico di queste zone. Il viaggio è lungo e la strada……. Non c’è. Mi ricorda certi pezzi del Madagascar . Il panorama è formidabile, verso le 15 arriva il primo problema. Un camion si è quasi ribaltato sul ciglio della “strada” e per sistemarlo hanno scavato la terra intorno, un casino! Sta di fatto che abbiamo aspettato che spianassero la strada. Perdiamo più di un ora. Poi si riparte. Arriviamo quasi a destinazione in orario, ma troviamo una coda lunghissima di mezzi al punto di traghetto per Coca. Sono le 17. Riusciamo a sapere che il traghetto non va, lo stanno riparando. Alle 18,20 quando ripristinano il servizio è ormai buio e i rumori della selva si fanno più inquietanti, decidiamo di prendere i nostri stracci ed andare a piedi sino al traghetto, altrimenti saremmo rimasti almeno un’altra ora ad aspettare che si muovessero tutti i mezzi prima del nostro. Dopo aver traghettato, taxi e albergo, che ha un bel giardino interno, ma le stanze………Per cena parrilliada argentina eccezionale. C’è Internet ma costa 2000 sucre al minuto , una follia!

17/10/99

Ieri sera abbiamo parlato con un signore molto gentile di un’agenzia turistica per un tour nella selva. Lui proponeva una cosa di 2 giorni, ma noi volevamo una cosa di uno solo. (io 2 giorni li avrei fatti). E’ un po’ costoso come tutte queste cose.

Noi abbiamo rimandato la decisione ad oggi. Stamani dopo un sveglia presta perché il portiere di notte dell’albergo ci ha detto che l’agenzia di fronte apriva alle 5,30 (cosa non vera), ci siamo ritrovati a combinare la gita con il cognato de signore della sera prima. Così alle 10,30 si parte in canoa sul Rio Payomino con al guida Darwin, suo fratello Edwin, 2 cuoche e un pollo vivo, ancora per poco, per la selva. La canoa è comoda, ha 4 poltroncine in legno e và veloce. Il tempo è

ottimo, lo spettacolo che offre la natura………..FANTASTICO!!!!!

IO adoro navigare su questi fiumi, con la selva intorno. E’ troppo bello, se la barca fosse a remi sarebbe ancora meglio, si potrebbero sentire anche i suoni della selva, che sono altrettanto incredibili. Per 2 ore navighiamo, poi arriviamo al campamento, dove scendiamo e vediamo le scimmie e delle specie di formichiere piuttosto simpatici. Aspettando il pranzo decidiamo di fare un giro nella selva. Armati di machete Darwin ci fa strada. E’ incredibile quello che c’è in questo posto. Alberi di tutti i tipi, lui ci illustra i più significativi. L’albero del pane, la canna di bambù da cui gli Indios estraggono l’acqua buona per i capelli, una piantina che sembra calmare i pruriti da punture d’insetto, un’altra per i morsi dei serpenti. Quella dalla cui corteccia si estrae il sangue di Drago per ferite ed infezioni. La selva è fitta ci muoviamo solo grazie al machete per terra c’è di tutto in putrefazione, anche grosse formiche nere che se mordono danno febbre alta per 2 giorni. Riesco a fotografare una mantide religiosa a stecco, molto bella. E’ incredibile questo posto, grondiamo sudore e dopo un po’ ci sentiamo stanchi perché è difficile camminare in questo posto, guardare dove metti i piedi, abbassarti per passare in mezzo ad arbusti intricati. Dopo più di ½ ora torniamo al campamento. Prima di pranzo bagno ristoratore nel fiume che è pulito e caldo. Per pranzo mangiamo il pollo più ruspante e duro del mondo e facciamo una lunga chiacchierata con la nostra guida che si rivela un ottima persona. Nel pomeriggio gita in canoa per pescare, ma non prendiamo nulla. Rientro in serata con il tramonto ed il buio ma è tutto OK le nostre guide sanno il fatto loro. Cena con un bel bisteccone saporito.

Giornata indimenticabile.

18/10/99

Sveglia normale alle 7.40 alle 8 il nostro amico Darwin ci aspetta, con suo cognato Carlo, per portare uno di noi all’aeroporto per prenotare i posti per Quito: Non ci sono problemi, dopo averli ringraziati per la loro gentilezza disinteressata, partiamo per la capitale. Dopo aver lasciato in albergo alcune cose in albergo partiamo, in autobus, per S. Domingo de los Colorado…. Ci arriviamo che è quasi buio. Sistemati in un albergo decoroso facciamo 2 passi nella via principale alla ricerca di un ristorante. La città è sporca e trafficata, squallida! Il ristorante niente di che. Dopo un piccolo summit i decidiamo di ripartire l’indomani dopo un rapido giro.

19/10/99

Colazione in una panaderia, il posto migliore per le colazioni, un mix tra un bar, una latteria ed una panetteria. Infatti ci facciamo qualche brioches e dello yogurt. Poi in un internet cafè a leggere la posta di amici e parenti. Rassicurati che in Italia sia tutto ok con un taxi cerchiamo di vedere i Colorado, tribù indio con i caratteristici capelli tinti di rosso, ma la visita si rivela un fallimento. Vediamo un solo Colorado con i capelli dipinti e tagliati a scodella. Verso le 12,30 siamo dinuovo di partenza. Direzione Esmeralda- Atacames. Tre ore di pulmann, durante il viaje si legge o dorme.

Giunti ad Atacames, simpatica località balneare sull’oceano Pacifico ci facciamo portare in un posto, Villa Arco Iris, consigliato da un amico, che si rivela ottimo anche se un po’ caro. Sono capanne a 2 piani con micro appartamenti, con angolo cottura molto simpatiche.

20/10/99

Il tempo fa schifo e rimarrà così per tutto il giorno. Altro che sole e mare…..Decidiamo di far spesa visto che possiamo cucinare…Con orrore scopriamo di aver comprato del ketchup anziché passata di pomodoro, non sicuramente il sugo che avremmo voluto ma…….ormai era fatto!

21/10/99

Qui non si dorme mai! Alle 8,30 già pronti per prendere il bus per vedere i paesini lì intorno. Niente di speciale, poche case, spiaggia brutta, poca gente in giro perché non è ancora stagione di turismo….Nota positiva l’acquisto di 4 libre di gamberetti circa 2 kg. Stasera facciamo indigestione!

Nel pomeriggio per fortuna esce il sole, per la prima volta dopo tanto riusciamo a vedere il cielo azzurro. Facciamo anche il bagno!

Per cena scorpacciata di gamberetti!!!

22/10/99

Il tempo non ci vuole bene………in ogni caso a metà mattina partiamo per Quito. Un film di karate ed una specie di musical ci hanno “allietato” il viaje….. A Quito dopo alterne vicende riusciamo a riavere le nostre vecchie stanze nell’albergo dove avevamo lasciato parte dei bagagli. Gran mangiata di carne per cena.

23/10/99

Ultimo dia in Ecuador. Dopo colazione ci buttiamo per mercati. Da quello alimentare a quello dell’abbigliamento, in un sali scendi per le ripide strade della città, che vista l’altitudine, c’abbiamo il fiatone. Compriamo Reebook e timberland taroccate. Poi si mette pure a piovere……Stanchi morti “regressamos ” per cena, domani si parte!!!!!

TIRANDO LE SOMME……..

Per questo viaggio abbiamo speso, a testa, circa 3.500.000. di cui 1.250.000 di aereo Torino – Amsterdam – Quito e ritorno, 570 $ per il volo e la crociera alle Galapagos. Il resto per trasporti interni, alberghi, ristoranti e souvenirs.

La valuta dell’Ecuador è il Sucre che alla data del viaggio valeva 160 lire per 1.000 sucre.

 

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