Viaggi 2.0

Ultimamente ogni volta che mi accingo ad organizzare un viaggio penso a quanto sia diventato semplice farlo rispetto a qualche anno fa. Adesso Basta decidere dove andare accendere il pc inserire il nome del paese su google e arrivano informazioni di ogni tipo tanto che per il viaggio che ho effettuato in Giappone nel 2013 la cara Lonely Planet non é stata quasi consultata e per quello di poche settimane fa in Polonia non l’ho nemmeno comprata una guida! Ultimamente le guide me le sono creaguide viaggiote io, su misura, prendendo informazioni da wikipedia, dai siti degli enti del turismo, spunti dalle esperienze di altri viaggiatori, dai forum etc etc. Adesso si riesce ad organizzare tutto a tavolino fin nei minimi dettagli, prenotando con mesi d’anticipo tutti gli alberghi dell’itinerario, treni, pullman, escursioni, meglio di agenzia di viaggi. Certo è comodo guardare le foto degli gli alberghi e decidere quale va bene x te, sapere già da casa a che ora passerà quel treno e non lasciare nulla al caso, perché nei viaggi il tempo è prezioso e non si può sprecare. Però un pò di nostalgia per il vecchio modo di viaggiare, dove tutto o quasi era un incognita e dove gli imprevisti erano all’ordine del giorno, ogni tanto mi prende! Quando la Lonely o la Routard erano il vangelo e senza non potevi andare da nessuna parte.

Quando prima di riuscire a trovare l’albergo giusto ne dovevi girare almeno 3 o 4 spesso di sera, perché il pullman che doveva arrivare nel primo pomeriggio si era rotto ed eri già stato fortunato che lo avessero riparato. Certo questi “inconvenienti” in Africa o in certe zone dell’Asia capitano ancora ma i telefonini e le connessioni ad internet imperversano ovunque, ed è più facile chiamare i soccorsi per i guasti o l’hotel per avvisare dei ritardi.

Questo nuovo modo di pianificare i viaggi a volte mi lascia l’amaro in bocca, il poter vedere prima i luoghi rende tutto meno affasciante e troppo organizzato, manca un po’ il senso dell’avventura, della scoperta. Avapp-vacanzerei voglia di fare un viaggio ante internet, con una programmazione minima e completamente disconessa, per vedere se sono ancora capace di viaggiare in quel modo più semplice e vero che però ,forse, non ci appartiene più.

 

articolo pubblicato su www.viaggiareliberi.it/Ilgraffiodelviaggiatore.htm di luglio 2015

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